Il diario di bordo
Nel 1663, Francesco Negri, da Ravenna, intraprese un viaggio della durata di tre anni, che lo portò ad esplorare la Penisola scandinava, al solo scopo di soddisfare la propria curiosità naturalistica e la sete di conoscenza, con l’intento di raggiungere il punto più settentrionale del Continente europeo. Egli
è considerato, in un certo senso, il primo “turista” di Capo Nord, nonché il primo italiano ad aver sperimentato lo sci di fondo. Ma fu solo nel 1700, due anni dopo la sua morte, che furono pubblicate le memorie di questo epico “Viaggio settentrionale”.

Ho scoperto queste notizie sfogliando una guida turistica in biblioteca, poi mi sono procurato l’antico testo, disponibile in rete, e ho pensato di... lanciarmi all’inseguimento!

Perciò questa volta voglio fare sul serio: intendo raggiungere Capo Nord, partendo da casa mia, all’inizio di luglio, in solitaria, a bordo della mia bici reclinata, per confrontare ciò che l’insolito viandante del diciassettesimo secolo ebbe modo di osservare, con la terra scandinava dei giorni nostri.

Mi sono attrezzato con delle capienti borse, studiate appositamente per questo tipo di biciclette. Ho in mente un’ipotesi di percorso: dapprima l’attraversamento di un pezzettino d’Italia, di un breve tratto in Austria e della Germania, in parte col treno.

Raggiungerò la Svezia con il traghetto Rostock-Trelleborg; da qui attraverserò la porzione meridionale del paese, saltando la capitale Stoccolma e portandomi sulla litoranea, lungo il golfo di Botnia, che percorrerò per intero, fino alla città di Lulea; poi seguirò il confine con la Finlandia fino ad Alta, in Norvegia.

Infine percorrerò gli ultimi tratti di strada che conducono a Nordkapp: circa 250 Km, in un paio di giorni.

In tutto dovrei pedalare per 22-24 giorni, percorrendo più o meno 3200 Km, circa 150 Km al giorno.

Per il rientro, da Honningsvag, vicino a Capo Nord, verso la città di Tromso mi sposterò con un traghetto postale Hurtigruta; poi raggiungerò l’Italia in aereo. Spero che il trasporto della mia bicicletta non rappresenti un problema troppo complicato!

 

“Or eccomi giunto al Nord-cap, che è a dire all’estremità di Finmarkia, anzi, non ritrovandosi più altra terra dal genere umano verso al polo abitata, del mondo stesso: però co’ termini del medesimo rimane terminata la mia curiosità, onde son disposto a ritornar in Danimarca, e indi, a Dio piacendo, alla patria”

Dall’incipit della Lettera Ottava, dell’opera “Viaggio settentrionale” di Francesco Negri (1623 - 1663).

Il mio sogno, di raggiungere Capo Nord pedalando, è divenuto realtà anche con l’aiuto e la generosità di alcune persone, che mi hanno dato fiducia, sponsorizzando l’iniziativa. Grazie davvero!

Per raccontare l’andamento del viaggio a Capo Nord, in diretta dalle varie località attraversate, ogni mercoledì mattina alle ore 10:00, a partire dal 29 giugno 2016, era previsto un collegamento sui 90.00 MHz di...

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l’idea del viaggio
grazie a...
una radio in ascolto

1a tappa - Venerdì 1 luglio 2016 - Da Buja a Badgastein - 140 Km

Partenza alle 7:10, cielo limpido, aria frizzante. A
Chiusaforte c’è una bella cerimonia di partenza, organizzata dal “mitico” Fabio del bar (“bar” è riduttivo...) lungo la pista Alpe Adria, con tanto di Sindaco (con fascia tricolore, nientemeno!. la giornata avrò modo di sperimentare, nell’ordine: crampi, scottatura solare, pioggia. Un breve tratto in treno, in galleria dentro i Tauri, mi trasporta a Badgastein. Pernottamento in grazioso, ed economico,  campeggio.


2a tappa - Sabato 2 - Da Badgastein a Burgkirchen - 137 Km

Tratto
iniziale scorrevole: non mi faccio “fregare” dalla Tauern Radweg: ad un tratto in ripida salita, che già conosco, preferisco la strada normale; raggiungo Salisburgo all’una. Poco prima di Laufen, al termine di un lungo tratto sterrato, foratura e... tanta grandine! Che paura! Raggiungo Burgkirchen col buio e, sempre sotto la pioggia, trovo da dormire in una bettola solo grazie al prezioso aiuto di un signore gentile.


3a tappa - Domenica 3 - Da Burgkirchen a Vilsbiburg - 77 Km

Dopo una notte disturbata da portoghesi maleducati, parto col bel tempo! Attraversando villaggi pittoreschi: Altotting, Neutotting, Neumarkt, in breve tempo raggiungo Vilsbiburg, comune gemellato con Buja, dove incontro la carissima amica Claudia, che mi offre lauta ospitalità. Dopo vari ragionamenti a tavolino, a casa sua, e presso la stazione di Landshut, dove ci rechiamo assieme, stabilisco che la cosa migliore sarà effettuare un tragitto in treno un po’
più lungo del previsto, che mi porterà da Landshut direttamente a Rostock, via Passau ed Amburgo, con una giornata di sosta da Claudia. Questo cambiamento è dovuto a vari motivi: l’idea iniziale comporterebbe numerosi cambi, con probabili tratti in autobus e conseguenti difficoltà nel trasporto della bici; inoltre, per non perdere una giornata, dovrei partire immediatamente, mentre prenotare ora e partire domani sera implica un costo del biglietto decisamente inferiore. Anche la mia amica ritiene più saggio rimanere qui un giorno in più: seguo il suo consiglio, perciò...


Sosta a Vilsbiburg e viaggio in treno - Lunedì 4 e martedì 5

... ne approfitto per sistemare un po’ le mie cose, e per acquistare in rete il biglietto del traghetto per la Svezia, per soli 17 € anziché i 70 € che avrei speso se l’avessi prenotato, sempre su iternet, da casa! Vai a capire.


4a tappa - Mercoledì 6 - Da Trelleborg a Hoor - 115 Km

Terra!... svedese alle 5:00. Sta diluviando, e l’uscita dalla nave in mezzo ai TIR è abbastanza inquietante! Pioggia e vento a parte, il benvenuto offerto dalla vista di uno stormo di oche selvatiche è suggestivo. Imbocco la Str. 108 e, pedalando, osservo queste casette di legno, che mi paiono tanto “poverelle”, ed immagino le famigliole svedesi che ci si rintanano. Poco prima di Lund faccio sosta in un Mc Donald’s, per il contatto telefonico/radiofonico in diretta. A Lund mi procuro dei copri scarpe decenti. Più tardi avrò il mio bel da fare per rintracciare un campeggio, solo perché non mi sono fidato abbastanza di due vecchie signore!


5a tappa - Giovledì 7 - Da Hoor a Varnamo - 169 Km

Oltrepassato l’abitato di Hoor, mi immetto sulla Str. 23, molto larga e scorrevole. Da Hasselholm Str. 117, più stretta e trafficata. Pisolino su una panchina di Vittsijo, in compagnia di alcune anatre, poi Str. 120, che... termina bruscamente causa lavori, m è affiancata da un vecchio stradone deserto! Qui faccio conoscenza di due cicloturisti svizzeri, Roland e Armin, partiti in giugno e pure diretti a Capo Nord, per poi rientrare, sempre pedalando. Ci salutiamo a Liungby, poi raggiungo Varnamo per la notte in un campeggio che non è l’E4ens Camping, come credevo.


6a tappa - Venerdì 8 - Da Varnamo a Hjo - 150 Km

Dalle 7:30, ora della partenza, alle 10:00, in 40 Km in mezzo a una foresta di conifere, incrocio se va bene cinque automobili. Dopo una lunga discesa arrivo a Jonkoping: un dedalo di strade mi fa rallentare, così raggiungo il centro solo a mezzogiorno. Mi perdo un po’ qua e là; all’ufficio turistico mi procuro una mappa, dalla quale posso stimare la lunghezza del lago di Vatem, che sto costeggiando: circa 120 Km. Faccio una visita al museo dei fiammiferi. Da Jonkoping a Vaggeryd la strada sale parecchio, e all’altezza di Habo perdo almeno mezz’ora nella ricerca di una inesistente pista ciclabile. Giungo a destinazione verso le 19:00.


7a tappa - Sabato 9 - Da Hjo a Orebro - 141 Km

Al solito, strada (n° 195, poi 49) pressoché deserta di prima mattina,
poi più trafficata. Giornata splendida. Sosta ad Askersund, dove si sta per svolgere un battesimo, nella locale chiesa protestante: osservo le varie persone, che al loro arrivo si danno la mano in silenzio; il giovane papà è una specie di vichingo, mentre sua moglie è una donna molto bella! La temperatura di oggi raggiunge  addirittura i 32° C! Attraversando boschi e coltivazioni, raggiungo Orebro già alle 16:30: la città non è un granché, a parte il castello fortificato. Il pernottamento avviene nell’unico campeggio, piuttosto caro, che riesco a trovare: a cinque stelle.


8a tappa - Domenica 10 - Da Orebro ad Avesta - 144 Km
Mi ci vuole una buona mezz’ora per uscire dalla città, le strade 50 e 68 mi portano, come ovvio, verso nord. Noto la presenza di cartelli indicanti la scritta “Water Protection Area”, e numerose insegne fatte a mano, che indicano “Loppis”. Un bel mistero! Il su e giù di oggi è davvero faticoso. Dopo 103 Km, finalmente ecco un baraccio, dove mi procuro del cibo; ad Avesta, dopo qualche ricerca, trovo un posto molto particolare per dormire: si tratta di una bella casa, gestita da un certo Mike, mezzo portoghese (che non vive lì: lo si contatta tramite un numero di telefono, scritto su un foglio appeso alla porta). Dentro c’è proprio tutto: salotto, cucina, bagno, TV, il WiFi; si entra componendo un codice su un tastierino. Ci sono degli ospiti, famigliole con bimbi piccoli, persone un po’ più anziane. Fatta la doccia, sistemo la mia piccola tenda nel
giardino, sotto un grande albero, ad un prezzo ridicolo. C’è un anziano signore che non la smette più di parlare con me, io ho molta fame, ma voglio anche ascoltare ciò che ha da dirmi, così scopro che i pannelli dell’acqua si riferiscono alla buona qualità e alla sicurezza della falda acquifera, mentre le insegne “Loppis” indicano la vendita di mercanzie di seconda mano. Trovo la cosa divertente. Mi consigli alcune strade secondarie, e mi dice di amare l’Italia, che ha visitato abbondantemente, e gli italiani.


9a tappa - Lunedì 11 - Da Avesta a Ockelbo - 91 Km

Alle 4:30 pioviggina, per mia fortuna posso approfittare dell’ampia tettoia all’ingresso, per i miei preparativi. Mi fa compagnia un bel bosco di latifoglie, presso la fermata di un bus scambio due parole con degli rifugiati etiopi, qui in Svezia da sette mesi. Proseguendo, mi rendo conto che le persone di qui salutano con un allegro e simpatico “Ehi, ehi!”; e poi mi piace come parlano bene in inglese, non come in Inghilterra, dove non si capisce niente! A Storvik non c’è nulla, a parte il Caffè Mercurius, dove mi prendo una specie di caffè: qui in Svezia ti danno una tazza vuota, e tu ti servi da solo, da un bricco se va bene, da una banale macchinetta se va male. Sto intercettando una Svezia semplice, alla mano, e non opulenta e forse un po’ snob, come ero portato ad immaginare. A seguire, una vegetazione più simile alla nostra: latifoglie e... prati: non ne avevo ancora mai visti. Comunque, niente mais, e nemmeno degli orti! All’81° Km inizia a piovere, e dopo una decina di chilometri sono costretto a fermarmi, in una sorta di ristorante/campeggio “western”, in riva ad un laghetto nel quale tre fratellini sguazzano contenti, sotto gli occhi divertiti del papà, per un’ora buona e con l’acqua che di certo non supera i 16° C!!

10a tappa - Martedì 12 - Da Ockelbo a Hudiksvall - 142 Km
Dopo una notte in bungalow, mi sveglio alle 2:30: mon riesco a dormire, così alle 4:00 ho già 30 Km in saccoccia! Stamattina ci sono circa 12° C. Alle 5:30 il magico incontro con una femmina di alce: è un animale davvero impressionante! Bellissimo! La scorrevole Str. 50 mi conduce a Soderamn, che non è un granché, poi inizio a seguire il tracciato della
vecchia E4. Dalle parti di Lindefallett mi riparo dalla piaggio presso un edificio che pare abbandonato, e faccio conoscenza con un bizzarro cicloturista: Adolf (detto Rudolf), sloveno di Cezana, da poco pensionato e dedito a una sorta di più o meno continua “transumanza” a pedali: Italia, Marocco, Spagna, Francia, di nuovo Italia, poi Capo Nord (ci è appena stato), seguirà la Germania, o la Danimarca. La sua attrezzatura è a dir poco approssimativa. A Hudiksvall fatico un po’, ma trovo un bel campeggio, nonostante la titolare antipatica. In compenso ricevo una gentilissima accoglienza da parte di una coppia di attempati camperisti di Stoccolma, Liana e Bo, mai usciti dalla Svezia (per paura dell’aereo), per i quali l’italia è un sogno!


11a tappa - Mercoledì 13 - Da Hudiksvall a Bergafjarden - 113 Km

Quest’oggi mi riesce impossibile trovare un’alternativa all’autostrada: la E4 è diventata tale, ma è troppo pericoloso! Dalle parti di Bersjo mi collego con Onde Furlane; a Gnarp faccio una sosta per mangiare, e per osservare un po’ la gente, ma... che fine hanno fatto i guerrieri Vichinghi, alti e biondi? Perdo un sacco di tempo percorrendo dei tratti sterrati, alla fine raggiungo il campeggio di Bergafjarden alle 19:00. Questa E4 sta diventando un problema...


12a tappa - Giovedì 14 - Da Bergafjarden a Utansjo - 119 Km

Degli uccelli rumorosi mi svegliano presto; faccio una sosta a Sundsvall. Più avanti, dopo tratti di sterrato in mezzo alle fattorie, nella E4 (autostrada) ci finisco per davvero, percorrendone 20 Km: un inferno! Finalmente arrivo ad Harnosand. Dormo in un piccolo campeggio, gestito da un personaggio odioso, dalle parti di Utansjo; ci arrivo oramai alle 20:00.


13a tappa - Venerdì 15 - Da Utansjo a Umea - 55 Km
Tratto iniziale bello e in discesa, poi una serie di salite impegnative lungo la Str. 90, E4N; più tardi mi ritrovo ancora in autostrada. In un luogo che si chiama Gallsater c’è la fermata di un autobus: non vedo altra soluzione. Il pullman mi porta fino alla città di Umea. Ci sarebbe il First Camp, ma preferisco proseguire ancora un pezzetto lungo la Str. 364. A Furuflaten chiedo il permesso per piantare la tenda vicino ad una
casa, e sarà la mia fortuna, perché i proprietari, Torwald, Peter e Christina, oltre a birra e ospitalità, mi aiutano molto nel ridisegnare il tracciato del mio viaggio. Mi spiegano anche il motivo del tradizionale colore rosso scuro delle abitazioni, di legno, svedesi: si tratta di un pigmento ottenuto dagli scarti di una miniera di rame, e mi mostrano un singolare frigo... sotterraneo!


14a tappa - Sabato 16 - Da Umea a Boliden - 154 Km

Partenza alle 4:00! Pioviggina, farò asciugare la tenda più tardi, per strada, con qualche raggio di sole. All’Ufficio turistico di Skelleftea (pron.: Sklèftja) avrò la conferma della validità del percorso proposto dagli amici conosciuti ieri: lo chiamerò “Piano TOPECH”, dalle iniziali dei loro nomi! Boliden è un posto squallido, una signora non gradisce che io pianti la tenda nel suo giardino (capita), mi sistemerò “alla selvaggia” vicino a un fantomatico ostello, che in realtà è una sorta di ricovero per rifugiati.


15a tappa - Domenica 17 - Da Boliden a Moskosel - 148 Km

“Il mattino ha l’oro in bocca”: sole! Parto alle 5:00. Ad un certo punto, chiedo acqua a un giovane, sui vent’anni, che mi dice di non essere MAI stato a Jokkmokk, la patria del popolo Sami! Alle 13:30 sono ad Arvitsjaur, dove, presso il locale Ufficio turistico, chiacchiero piacevolmente con la giovane responsabile, la quale mi racconta molte cose interessanti: per esempio che qui in Svezia ci sono delle unità amministrative chiamate Kommun, grossomodo da 10.000 abitanti, ma con una densità media della popolazione di 1 persona/Km2, ciò significa che un Kommun ha una superficie pari a 10.000 Km2, ovvero un quadrato con il lato di... 100 Km! Come l’intero Friuli Venezia Giulia! Lo racconterò agli amici della radio udinese. Scopro anche che, da queste parti, ci si abitua fin da piccoli a percorrere lunghe distanze, per andare a scuola oppure anche solo per comperare il pane: “Fresco ogni giorno?” mi dice la ragazza “Ma non ha senso”, aggiunge! Al campeggio scopro, dalle parole di un camperista norvegese, che domani mi attendono 25 Km di strada interrotta per lavori, a breve distanza dal luogo in cui mi trovo. Ahia!

16a tappa - Lunedì 18 - Da Moskosel a Jokkmokk - 109 Km
In realtà non c’è nessunissima interruzione: mi sa che quel disgraziato si è preso gioco di me; a dire il vero ne avevo qualche sospetto, dal momento che rispondeva in maniera evasiva alle mie richieste di precisazioni... però i lavori ci saranno più avanti, a partire da Jokkmokk (che nome assurdo!): non è proprio possibile proseguire. Vengo a scoprire che, in Svezia, i lavori di manutenzione delle strade si
concentrano nel periodo estivo (per ovvie ragioni di luminosità), ne viene data notizia ogni anno mediante la pubblicazione di una apposita mappa e prevedono il rifacimento completo del manto stradale! Per questo motivo sono costretto a ricorrere ancora una volta al mezzo pubblico: un grande autobus, con una serie di grossi fari sul tetto e con un enorme bagagliaio dove sistemare la mia bici (ci si entra in piedi!), per coprire un breve tratto, che va da Jokkmokk a Porjus. Oggi è stato davvero emozionante attraversare... il CIRCOLO POLARE ARTICO!


17a tappa - Martedì 19 - Da Porjus a Svappavaara - 126 Km

Trascorsa la notte dietro una piccola area di sosta per camper, parto verso le 6:10 sotto un cielo limpido. La vegetazione incomincia a diradarsi, lasciando spazio a zone acquitrinose. Gallivare è un paesino tranquillo e ordinato, ma a me pare un po’ desolato; acquisto dei calzettoni colorati al bazar/ufficio turistico, e scopro con soddisfazione che non incontrerò altri lavori lungo la strada. A Svappavaara (sembra il nome di un comodino Ikea! Magari lo è sul serio...) persone gentili mi permettono di sistemare la mia tenda nella zona degli impianti sportivi, così, mentre si sta svolgendo una partita di calcio (una amichevole tra le squadre di Kiruna e Gallivare), un signore mi fa vedere la foto di una mamma alce e del suo piccolo che attraversano tranquillamente il campo sportivo, scattata proprio questa mattina, neanche tanto presto. Mi pare strano il fatto che queste persone, da un lato sono molto gentili e disponibili, d’altra parte, però, ti lasciano fare le tue cose in pace, senza... calcolarti proprio.


18a tappa - Mercoledì 20 - Da Svappavaara a Karesuando - 134 Km

Attraverso l’abitato di Vittangi di prima mattina; so che in questo villaggio vi è una consistente parte della popolazione colpita da una malattia genetica che inibisce la percezione del dolore, mi piacerebbe saperne di più, perciò faccio qualche domanda a un passante:
non ne sa molto, ma mi pare di capire che, secondo lui, riguardi grossomodo un decimo degli abitanti. Dalle parti di Ovre Soppero ho un guasto alla bici: rottura del cavetto del cambio posteriore! Una bella scocciatura, che richiederà più tempo del previsto, dal momento che il cavetto di ricambio che mi sono portato appresso è... TROPPO CORTO!!! Sono obbligato a fare una riparazione di fortuna. A Karesuando fotografo la chiesa cattolica più settentrionale di Svezia; alla mia richiesta del WiFi, il gestore del campeggio indica il sole, e mi dice: “Quello è il mio internet!”.


19a tappa - Gioverdì 21 - Da Karesuando a Kautokeino - 141 Km

Oltrepasso subito il confine con la Finlandia; a Hetta, 65 Km, prendo un caffè; bosco di betulle e... auto abbandonate! Vorrei visitare un allevamento di renne, ce ne sono, ma deserti: penso che in questo periodo dell’anno gli animali siano liberi di pascolare in giro, e che li raduneranno solo in inverno. La vegetazione è sempre più rada, inoltre ci vorranno ben 90 Km prima di trovare un luogo abitato! Chiedo a un tizio se può scattarmi una foto, quello fa spallucce e se ne va, al che lo mando letteralmente al diavolo: non capisce la mia lingua, ma il senso lo coglie, eccome! Scambio quattro parole con una giovane mamma, di nuovo incinta, appartenente al popolo Sami; è simpatica e gentile, così le propongo di lasciarsi filmare mentre porge un saluto nella sua lingua, che verrà poi trasmesso in radio. Faccio rifornimento nel piccolo negozietto della pompa di benzina. Rientro in Norvegia nel pomeriggio, e me ne accorgo subito dalla miglior qualità del manto stradale. Ad una decina di chilometri da Kautokeino incontro due siciliani, da queste parti per lavoro, molto
amichevoli e incuriositi dalla mia strana bicicletta. A Kautokeino incontro una coppia di Novara, assidui frequentatori della terra scandinava; poi mi fermo a chiacchierare con due cicloturisti olandesi, diretti pure loro a Capo Nord (“Somewhere else?” mi dicono), uno dei quali ha visitato Trieste ed Aquileia. C’è un tendone a forma di tepee, dentro c’è un fuoco acceso e il vecchio gestore sta preparando per tutti un caffè... affumicato! Un altro tipo anzianotto suona la fisarmonica: si è creata una bella atmosfera. In questo posto ho modo di sperimentare il fastidio degli insetti, perciò mi chiudo al più presto in tenda, a scrivere il diario e racimolare energia per domani.


20a tappa - Venerdì 22 - Da Kautokeino ad Alta - 143 Km

Oggi l’ambiente circostante mi ricorda il paesaggio carsico; al 60° Km, rampe micidiali! Dopo una ventina di chilometri mi fermo in un posto caratteristico, ed ho modo di mangiare... la minestra più buona del mondo! Fa caldo: quasi 30°C, e penso che, più che il “sole di mezzanotte”, sto osservando un “sole di mezzogiorno” che mi uccide. Segue una discesa mozzafiato, sulla strada che costeggia un torrente in forra. Un tratto in salita con forte pendenza mi porta alla città di Alta, dall’aspetto molto moderno, ma non particolarmente accogliente. La visita, nel tardo pomeriggio, del museo all’aperto, con le famose incisioni rupestri, è davvero suggestiva. L’alta River Camping è bello e accogliente.

21a tappa - Sabato 23 - Da Alta a Olderfjorden - 112 Km
Evito di riattraversare la città, e percorro la E6 che, con un tratto di ripida salita lungo 4 Km, mi porta su un vasto altopiano. Alla latitudine di 70° 46’ osservo alcune pecore al pascolo; ci sono ben 32,5°C, e la strada continua a salire, più avanti ridiscenderà. A Skaidi incontro degli italiani, e faccio pranzo in un ristorante: una bella bistecca impanata, con patate, funghi, verdura e caffè. Dopo una lunga discesa, raggiungo Olderfjord, in una posizione sul mare davvero spettacolare! Al campeggio assisto ad un singolare rito: un anziano signore, un tipo decisamente strano, seduto ad un tavolo, sta scrivendo almeno UN CENTINAIO di copie della stessa medesima
identica cartolina, prendendo gli indirizzi da un lunghissimo elenco! Tengo le cuffiette addosso mentre lo osservo, così almeno non continua ad assillarmi con le sue storie assurde: che era in bici, come me, che gli hanno rubato la tenda, che ora la sua bicicletta si trova non so dove, che è stato pure lui a Capo Nord, che sua moglie... beh, vado a piantare la tenda un po’ distante, e a prepararmi per la cena e per la notte.


22a tappa - Domenica 24 - Da Olderfjorden al Nordkapp Camping a CAPO NORD - 107 + 27 Km

Cielo sereno, 15,3°C al mattino; catturo delle splendide immagini del paesaggio circostante e delle renne al pascolo in riva al mare. Rimango sorpreso nell’osservare la posizione, a strapiombo, delle parabole satellitari... appese ai muri di casa. Trovo emozionante, e molto faticoso, attraversare il fatidico Nordkapp Tunnelen, che scende sotto terra. e sotto il mare! La cittadina portuale di Honnigsvag mi offre il benvenuto con un tanfo pestilenziale di baccalà. All’Ufficio turistico, una tipa antipatica e sbrigativa mi dice che, per il traghetto postale Hurtigruta, occorre prenotare in anticipo, cosa non confermata da: un commesso del negozio di souvenirs, un autista di autobus, la responsabile del campeggio che,
gentilissima, ha pure fatto una telefonata per aiutarmi. Al campeggio consumo la mia cena, e poi, dopo averci pensato un po’ su, decido che la cosa migliore da fare è salire già ‘stasera al promontorio di Capo Nord, con l’intenzione di arrivarci proprio per la mezzanotte. Mi organizzo per bene: maglia termica, tuta invernale, calzettoni, wind stopper, cioccolata e banana; il resto in tenda, per essere il più leggero possibile. La salita
è subito impegnativa, con le borse sarebbe stato impossibile! C’è una nebbia che va e viene; man mano che salgo le sensazioni di... fine del mondo sono difficili da descrivere. Tre italiani simpatici mi incitano, urlando dal finestrino di un’auto; gli ultimi chilometri sono UNA FATICA BOIA!! Ad un certo momento, in mezzo alla nebbia, compare dal nulla il cartello con la scritta Nordkapp: questo significa che... sono arrivato!! SONO A CAPO NORD!!!! Poi una specie di casello, dove si dovrebbe pagare l’ingresso (ma non noi ciclisti, e ci mancherebbe!), e dove mi viene consegnato un opuscolo in italiano. Nel grande parcheggio ci sono diversi pullman, molti motociclisti, camper e parecchie persone. Il centro visite, che a me ricorda un aeroporto, chiude all’una di notte. Raggiungo il famosissimo monumento, con l’intelaiatura metallica a forma di globo, e mi faccio fotografare.
I tre giovani italiani mi raggiungono, e festeggiano con me con grandissima simpatia; saranno loro a scattarmi la foto migliore. Mi darebbero volentieri un passaggio, per ridiscendere (io non me la sento, con tutta questa nebbia) ma con la loro piccola auto a noleggio è impossibile; alla fine sarà una comitiva di turisti della Repubblica Ceca a darmi una mano, facendomi salire su uno dei loro due pulmini, con la bici sistemata in corridoio. Mi offrono pure della grappa, da una bottiglietta dell’acqua minerale, che loro chiamano beffardamente “medizina”. Non ho visto il Sole di mezzanotte, ho dovuto accontentarmi di un bell’arcobaleno, ridiscendendo al campeggio.


Da lunedì 25 a giovedì 28 luglio 2017 - Sosta al Nordkapp Camping - Trasferimento in nave a Tromso - Visita della città - Rientro in aereo

Lunedì 25

Dopo una bella dormita, passo una giornata di relax in questo luogo un po’ malinconico, silenzioso; me ne rimango seduto ad un tavolo della cucina, a scrivere le ultime righe di questo diario e a compilare il libro di bordo del camping. Dalla finestra osservo un motociclista solitario, che sta montando una vecchissima tenda accanto alla sua pure antica motoretta. Passeggio un po’ in giro, osservando l’ambiente nordico.

Martedì 26

Sveglia alle 4:00, raccolgo tutto e via. Ad Honnigsvag ho qualche difficoltà, ma alla fine riesco ad imbarcarmi, pagando a bordo con corone svedesi e carta di credito. Il viaggio in nave è piuttosto lungo e noioso, facciamo sosta ad Hammerfest, dove c’è una chiesa dall’aspetto particolare. Arrivo ala campeggio
di Tromso nella notte, ho prenotato per telefono, a bordo della nave. Mi hanno lasciato in una busta la tessera magnetica per utilizzare i bagni e la cucina, sopra c’è scritto il mio nome (avevo fatto lo spelling, P-A-O-L-O, parlando al telefono), secondo loro io mi chiamerei... BOULDER! Appena piantata la tenda, mi passa davanti una bellissima volpe, a meno di due metri da me, tranquilla, nella luce eterna di questo lunghissimo giorno artico.

Mercoledì 27

Oggi visita della città, che non è tanto grande, del locale museo Polarmuseet, sulla vita dei cacciatori di orsi e di foche, e sui grandi esploratori del Nord. In un piccolo negozio mi compreo un bellissimo maglione norvegese, così ogni volta che lo indosserò mi torneranno alla mente i bei momenti vissuti durante questo viaggio!

Giovedì 28

Volo per Oslo e poi Venezia, la città di Marco Polo.


Resoconto chilometrico

In totale ho percorso 2900 Km, pedalando in media per 132 Km al giorno, per 22 giorni. Sono stato via da casa per quasi tutto il mese di luglio.


Ho vissuto davvero una BELLISSIMA AVVENTURA!!