Pedalate inter... confessionali

5 agosto 2018

Pijckec Senadi. Così si chiama (se ho ben capito) un signore “di mezz’età”: qualche anno più di me, che sono di mezz’età (se la matematica non è un’opinione), perciò... Vabbè: è pensionato e ama molto tenersi in forma con la sua bici da corsa. Mi ha aiutato ad attraversare questa cittadina in un baleno: è bastato seguirlo per alcuni chilometri, a velocità abbastanza sostenuta.

Vive a Zenica, una trentina di km da qui, una città che conta più o meno 150.000 abitanti. Dopo aver convenuto che è meglio se parliamo chiaro e lentamente, per capirci meglio, mi dice che leui è musulmano, allora chiedo anche lui dei chiarimenti sulla oresenza di tutti questi piccoli cimiteri, sparsi un po’ ovunque. Mi dice che è un misto: di guerra e non; mi parla della presenza di fedi diverse, soprattutto a Sarajevo, perciò il discorso scivola inevitabilmente sui temi della convivenza pacifica tra queste convinzioni religiose variegate: sostiene che è sempre stata pacifica, salvo il fatto che ci sono persone le quali fanno in modo, di proposito, che si scatenino situazioni di tensione, per poterne trarre vantaggio, politico, di potere.

Dice che faceva l’ingegnere elettronico, e che nel corso della sua vita ha visto persone intelligenti andare a fondo, e dei folli fare carriera (“salire in alto”, dice lui)! Sostiene che il suo paese, ora, è molto bello, e che queste persone dovranno per forza essere allontanate dalla politica. Aggiunge ancora una volta che è musulmano, ma mi fa notare che nessuno potrebbe accorgersene, dall’aspetto fisico o dall’abbigliamento: “”Qui in Bosnia c’è l’unica comunità musulmana bianca del Mondo”, dice.

Gli chiedo dei tre presidenti, e della possibile futura entrata della Bosnia nell’Unione Europea. Lui ritiene che alla guida del suo paese ci siano delle persone stupide, che mescolano politica e religione, e questo è un fatto molto grave, perché produce crisi, instabilità, perciò egli si augura che, con le prossime elezioni, che si terranno ad ottobre, ci possa essere un reale cambiamento.

Ha due fratelli, che vivono in America, entrambi ingegneri pure loro, e che non hanno nessuna intenzione di rientrare al paese d’origine. Molti giovani cercano in tutti i modi di andare all’estero; 1,5 milioni di bosniache e di bosniaci vivono fuori dai confini nazionali.

È incuriosito dalla mia b icicletta, e di quanta strada percorro ogni giorno. Io glilo dico, ma aggiungo che da questo viaggio sto imparando che, in futuro, ne dovrò fare meno, per potermi guardare intorno con più calma e con maggiore attenzione. Mi racconta del suo gruppo di amici:, coetanei (65 anni) “un po’ sfegatati, per i miei gusti”, dice; tutti appartenenti a confessioni religiose diverse, ma non si fanno proprio nessunisimo problema a pedalare insieme, anzi!


Allora, auguro buone pedalate, al simpatico Ingegnere di Kakanji e ai suoi amici!

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