Buongiorno a tutti!

Sono la compagna di Paolo dal novembre del 1989, ci siamo sposati nel settembre del 1996 ed abbiamo due figlie ormai grandi. Da circa 11 anni tengo un diario, d’estate lo scrivo anche ogni giorno e d’inverno almeno una volta al mese. Due anni fa, quando lui è andato a Capo Nord, mi sono annoiata parecchio; quest’estate invece sono rimasta da sola soltanto un paio di giorni e fra lavori da fare e nuove amicizie il tempo è volato via. Ho pensato di “approfittare” del sito per pubblicare alcune pagine del diario, così i navigatori che leggono delle sue esperienze di viaggio potranno paragonarle con la mia esperienza più sedentaria e vivere il mio essere … Penelope! Sia a lui che a me le tecnologie alla lunga danno ai nervi, perché siamo oltre i 50 e non abbiamo un personal trainer informatico, quindi ci scusiamo se è un po’ macchinoso saltare da una pagina all’altra e il carattere piccolo stanca un po’ la vista. Buona lettura e contattateci pure se volete raccontarci dei vostri viaggi o darci consigli sulla gestione del sito!!

Voglia di scrivere

4 agosto 2018

Caro diario,

sabato mattina avevo una seduta dal fisioterapista – osteopata, a causa della caviglia destra che anche l’estate scorsa aveva richiesto una manipolazione. In tarda mattinata sono stata al Bricofer ad acquistare il prodotto per finire di impregnare la terrazza esterna che circonda la casa su due lati.

Nel pomeriggio ho riposato e poi, verso le 18, con mia grande felicità mi sono recata a Udine, dove avevo appuntamento al ristorante sardo con la mia amica Paola. Lola è venuta con me perché dopo l’esperienza della pensione per cani mi dispiace lasciarla da sola, così ho fatto come quelle signore che si portano sempre dietro il cane che a volte biasimo (tra l’altro avevo dimenticato il guinzaglio e ho dovuto usare la catena, piuttosto rumorosa sul pavimento del locale). La cena presso “La nicchia” non mi ha fatto impazzire: hanno vari tipi di pasta che mostrano cruda in fase di ordinazione, i culurgiones ripieni di ricotta, gli gnocchetti, i malloreddus e la fregola, che viene spesso chiamata cous-cous sardo. Ho preso una misticanza, la fregola con zucchine, cernia e bottarga e un semifreddo di ricotta, il tutto innaffiato da un buon calice di Cannonau. Il menù esposto sulla lavagnetta esterna era il menù di massima estivo, come ci ha spiegato la gentilissima cameriera poliglotta, ed il locale era tutto prenotato dalle 20 in poi, quindi possiamo ritenerci fortunate ad aver trovato libero il tavolo in fondo davanti alla finestra, leggermente rialzato.

Una recensione su Tripadvisor redatta da una vegetariana (o vegana?) non mi ha trovata per niente d’accordo, in quanto la signora si lamenta perché il proprietario le ha chiesto come supplisce al fabbisogno di proteine ed altre informazioni sulla sua dieta. Giustamente il ristoratore le risponde sul sito spiegandole che si stava solo preoccupando per il suo benessere e la sua salute! Mi chiedo se sia solo una differenza di mentalità fra friulani e  sardi (diffidenza del nord-est?) o sono proprio i vegani che oltre a rifiutare uova e formaggio rifiutano pure le attenzioni del prossimo…vabbé, su Tripadvisor si trova tutto ed il contrario di tutto… A proposito, caro Paolo, hai finalmente scritto la recensione che mi avevi promesso sul locale di Lecce dove il 19 luglio abbiamo sborsato 12 € per due tajs? Ma torniamo alla serata di sabato, si è realizzato un altro dei miei sogni: ho trovato un’amica! Paola e io abbiamo chiacchierato di colleghe più o meno pettegole e altezzose, della scarsità di colleghi maschi nelle scuole medie (non certo per rifarci gli occhi ma per equilibrare l’ambiente lavorativo), di cani più o meno epilettici ed altri argomenti da donne. Dopo siamo corse ai giardini Loris Fortuna a vedere “Easy”, il peggior film che io abbia visto quest’anno; era così lento che anche Lola durante la pausa ha iniziato a tirarmi, per darmi ad intendere che voleva andare a casa.


5 agosto 2018

Domenica mattina mi sono alzata alle 6.45, perché dovevo andare in Carinzia a prendere nostra figlia Irene che aveva appena concluso il suo ultimo campo scout in reparto. Avevo appuntamento con due coppie di genitori in Piazza delle Acque a San Floreano. Una delle due coppie è salita in auto con me alla volta del Faaker See, dove alle 12.30 avevamo appuntamento davanti al camping Arneiz. Durante il viaggio verso Tarvisio Sandra ed io ci siamo intrattenute con argomenti ameni tipo parenti-serpenti e badanti, poi il viaggio si è fatto un po’ più complicato perché non conoscevamo bene l’itinerario quindi la mia navigatrice cercava di rendersi utile interpretando I Phone e cartelli e cercando di evitare di imboccare l’autostrada, che qui è segnalata con cartelli blu anziché verdi. Mi sono stupita che lei si stupisse di trovare così tanti turisti in Carinzia; io negli ultimi anni l’Austria l’ho frequentata un po’, nonostante trovi ridicolo l’idioma locale. Chiacchiera che ti chiacchiera, mi sono ricordata che nel 2013 Anna era nel reparto e Irene nei lupetti, ed i campi scout si svolgevano in contemporanea rispettivamente a Comeglians e Forni Avoltri; in quest’ultimo i virus avevano spadroneggiato, ricordo che quasi tutti i bambini vomitavano. Ero andata alla giornata genitori in macchina con Monica, Elena e suo marito mentre Paolo si era fatto la tratta in bicicletta col materassino (che poi gli è esploso) ed altri generi di conforto per trascorrere alcuni giorni a Lienz e nella valle della Gail. Ci eravamo dati appuntamento su uno dei laghi, l’Ossiacher See, dove avevamo trascorso un paio di notti in tenda in un campeggio silenziosissimo. Inutile dire che eravamo gli unici italiani in mezzo a tedeschi ed olandesi…Durante il giorno avevamo attraversato Villach perché volevamo pedalare verso ovest, ma la segnaletica in città è malfatta e ricordo che continuavamo a girare intorno al Faaker See.

Tornando alla nostra gita di domenica in Austria, il mio fedele Tripadvisor mi aveva suggerito di salire sul monte Tabor per godere della vista sul lago, e così con entusiasmo vi ho condotto il gruppetto, senonché uno degli uomini aveva dormito poco e non ce la faceva a salire quei 300 metri di dislivello; sua moglie ha detto che avrebbero abbandonato il gruppo ma… non sia mai! Come i loro pargoli, anche i genitori degli scout stanno sempre uniti, e così ci siamo avviati verso il Faaker Strandbad, dove abbiamo pagato 4 € a testa per rimanere poco più di un’ora.

Durante il tragitto ho ascoltato con gran pazienza le lamentazioni del padre poco sportivo (qui ti fanno pagare pure l’aria che respiri), cercando di spiegare che mi era già nota questa tendenza tutta austriaca a sfruttare ogni fazzoletto di terra ed ogni opportunità turistica.

Il pranzo è stato veloce, Irene ha dimostrato di conoscermi molto bene perché aveva detto alla sua capa Désirée che probabilmente avrei portato solo una bottiglietta d’acqua nella borsetta e una scarsa quantità di cibo…. Diciamo che ci ha azzeccato solo per quanto riguarda le bevande, in quanto avevo preparato un buon tzaziki, il pane fatto in casa e la macedonia, prendendo alla lettera lo spirito scoutistico di condivisione, ovvero aspettandomi di fare scambi di cibo con gli altri genitori! Per fortuna la madre di Gabriele ci ha offerto un po’ della sua pizza, così non abbiamo dovuto ingozzarci di salsa greca allo yogurt e cetrioli, che comunque è stata apprezzata nonostante l’aglio un po’ abbondante…

Il ritorno in macchina è stato un po’ faticoso, ci siamo avvicinati a Dobrova e Maria Gail, assolutamente la direzione opposta a quella che avremmo dovuto imboccare, perdendo circa mezz’ora; questo ha un po’ stigmatizzato la mia stanchezza ma fortunatamente la madre di Gabriele ha guidato da Pontebba in giù e così siamo giunti sani e salvi a Buja verso le 17.30.


11 agosto 2018

Caro diario,

so di avere il sonno leggero, ma stamattina una scossa breve seguita da un’altra più prolungata alle 5.30 mi hanno svegliata. Ho subito scritto a mio cognato Franco che avevo appena percepito due scosse, lui mi ha risposto “Una sola, ha svegliato tutti”. Non ce la facevo a rimanere a letto e sono scesa per un po’ in giardino, poi sono tornata a sonnecchiare un po’.

Più tardi sul gruppo whatsapp che abbiamo creato dopo il seminario di yoga a Sauris ho postato la notizia dell’Ansa, che valutava il sisma di grado 3.9. Lorenza ha risposto di aver sentito la prima scossa verso le 5, e poi molto bene alle 5.30 quella forte; poi ha postato “Io invece mi sono alzata per tribandha e yoga, kapalabhati, al solito”. Ai complimenti di Patrizia ha risposto che si sveglia sempre prima delle 5 e così il maestro Steeve le ha fatto i complimenti con due manine che fanno clap clap. E’ vero, Lorenza è molto yogica, venerdì ci siamo trovate con lei, Maria Grazia e Giuliana a bere il caffè e indossava una lunga gonna viola indiana e orecchini che facevano pendant, stava benissimo. Mi ha detto che la mattina vede il suo colore del giorno e indossa vestiti di quel colore.

Torniamo al viaggio di Paolo: alle 10.20 gli ho scritto per sapere dove si trovasse, e mi ha risposto con questo audio:

“Da Cres non partiva un bel cacchio di niente, e quindi sono dovuto venire a Porozina. Sono arrivato in questo momento e devo fare il biglietto e salire sul traghetto per andare dall’altra parte. Non so dove arrivo stasera… adesso vedo come butta e ti torno a chiamare, forse dal traghetto. Statemi bene, paura col terremoto….mi dispiace, mi dispiace proprio, coragjo”

Ho calcolato la distanza con Google Maps e poi gli ho scritto “209 km da qua…che sarà mai? Ma per domani sera pensi di farcela? Sennò ti vengo incontro lunedì”. Risposta: “Ah, beh. Potrebbe essere un’idea. Attraversare l’Istria non sarà uno scherzo! Ci sentiamo più tardi”.

Ci siamo sentiti per chiarire qualche incomprensione che si stava creando a causa di mia suocera che ha 92 anni, poi mentre mi apprestavo a cucinare la cena ricevo questo messaggio “Ho passato da un po’ Pazin, ora percorro la vecchia strada di Pinguente. Ho cibo e acqua, ma sono a corto di elettricità: perciò stavolta niente whatsapp video… Allora ci si vede domani a qualche ora. Ti chiamo in mattinata, ok? 3 cuoricini”. Me lo immagino stravolto, grondante, che pedalando beve a canna dalla bottiglietta e ogni tanto prende una manciata dei cereali triturati e tostati, “cibo del viandante indiano” che gli aveva consigliato il guru Steeve a Sauris. Per chiarire rispondo “Significa che veniamo giù?” “Certo! Siiiii” seguito da tre smile”.

Irene ed io abbiamo cenato fuori, sedute al tavolo nuovo acquistato di seconda mano da una signora di Cividale, e poi siamo passate a prendere la sua amica del cuore Giulia a Trasaghis per recarci al concerto di Doro Gjat ad Avasinis.

Su Internet mi sono appena documentata su questo artista carnico, al secolo Luca Dorotea, un autentico «montanaro». Nei suoi videoclip non si vedono panorami metropolitani, ma montagne, valli fiorite, case con le persiane blu santorini e mare. Nonostante trovi il genere rap ripetitivo, mi è molto piaciuta la sua genuinità e devo dire che partecipare ad un concerto dal vivo è molto più coinvolgente che ascoltare un cd. “Orizzonti verticali” l’abbiamo preso, e non vedo l’ora di farlo ascoltare a quel pazzo furioso che domani dovremmo raccattare da qualche parte a Trieste …

Il mio diario
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