Presentazione
 
 

Muoversi in bicicletta da soli mette “in moto” una situazione fisica e mentale particolare, la quale comporta il verificarsi di una percezione di sé e di ciò che ci circonda rallentata, secondo me molto interessante.

Senza fretta, e senza pensare troppo a quando si è partiti ed a quando si arriverà, i luoghi attraversati si susseguono, non sotto forma di immagini viste da un finestrino, bensì come esperienze vissute di persona.

Nel frattempo, i pensieri si accavallano, talvolta accompagnati dalla musica dell’I-Pod o da quella infinita della natura, ma anche, ovviamente, dai rumori e dagli odori della strada.

Con un registratore vocale prendo delle annotazioni, degli appunti di viaggio; cerco di registrare nella memoria artificiale i nomi dei paesi che incontro, le sensazioni corporee: il caldo, il freddo, la fatica ...

Ma la cosa più difficile da fissare rimane nascosta proprio in quei pensieri che si accartocciano nel profondo, ai quali non mi riesce di dare una forma.

Bisognerebbe inventare un “registratore mentale”, forse un giorno ci sarà: chissà se allora esisterà ancora qualcuno che ama viaggiare in bicicletta.

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Viaggiare in bicicletta

Luglio 2008 - Passo Maloja

Luglio 2009 - Scorci di Provenza e un “Uomo statua” ad Avignone

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