Pinerolo - Avignone - Pinerolo
Luglio 2009
 

Non è sempre facile conciliare gli impegni familiari con la voglia di partire in bicicletta. Si studiano diversi possibili itinerari, si parte con un’idea e poi la si abbandona. Come di consueto, parte dell’estate la trascorrerò da parenti, insieme alla mia famiglia, in Piemonte, e allora perché non partire da là? Rifare la strada dell’anno scorso a ritroso? Ma no, che noia.

Ed ecco l’idea: fare un anello, magari in Francia, magari in Provenza. Però ci vuole una meta, beh, niente di meglio che Avignone: la città dei papi.

Ci sarebbero state altre idee che mi frullavano per la testa, a proposito di questo viaggio, ma non sempre le cose prendono la piega che ci si immagina all’inizio. Soprattutto quando si tratta di mettersi ai pedali.

Allora, via: alla volta di Avignone!

Anche quest’anno in giro

Giovedì 6 agosto 2009

143 Km – 9h45’ – 14,6 Km/h

È ancora buio, alla partenza. Sono le cinque del mattino, e c’è la luna piena. L’aria frizzante in mezzo ai prati e alle vigne crea una situazione suggestiva.

Mi fanno compagnia Henrich Harrer con il suo “Sette anni nel Tibet” e Jean Giono con “L’uomo che piantava alberi”.

Dopo tanti chilometri tutti in salita, alle 11.15 raggiungo il Sestriere: luogo di villeggiatura tristemente inserito in una compagine naturale di rara bellezza.

Poi bellissima discesa, e da Cesana fino a Claviére vecchia strada in salita, con lungo tratto in galleria, con aperture di fianco per aria e illuminazione. Pendenza 8 %, la faccio quasi tutta a piedi, per non rischiare di bruciare subito le forze. Poi, poco prima di entrare a Clavière, c’è una galleria lunga poco più di un chilometro, che però posso evitare perché c’è la strada per il Monginevro che passa per il centro del paese. Faccio una fotografia di Clavière da un grande parcheggio e proseguo. È l’una.

Poco dopo Briancòn trovo una provvidenziale fontana. Poi la strada si fa larga e molto trafficata. Ponte sulla Durance con … caldo torrido!

Mi fermo a fotografare da varie angolature la statua di legno del montanaro.

La strada da Briançon a Embrun non è un falso piano, in realtà è un su e giù ammazza gambe, e con vento contrario! Ad un certo punto incontro un campeggio con laghetto, la tentazione di fermarmi è notevole ma ho deciso di proseguire fino a Embrun.

Al chilometro 130 un viadotto con forte pendenza, traffico intenso, vento contrario e sole cocente mette a dura prova la mia integrità fisica e mentale! Mi consolo con una bella veduta panoramica della Durance. Si vedono in lontananza due persone che scendono lungo il fiume in kayak.

Un divieto alle biciclette mi obbliga a salire fino a Chateaurois les Alpes.

Arrivo a Embrun verso le 17.45. Trovo alloggio in una specie di ostello, un “gîte d’étape”: si tratta di una soluzione piuttosto spartana ma molto economica, simile ai nostri ostelli.

Condivido la camerata con un ciclista torinese diretto a Lourdes.

1a Tappa - San Secondo di Pinerolo - Embrun

Profilo altimetrico, con lunghezza delle tappe

Venerdì 7 agosto 2009

165 Km – 7h07’ – 23,2 Km/h

Partenza da Embrun alle 6.40, arrivo a Sisteron alle 10.00. Strada che va su e giù, costeggiando l’ampio lago artificiale, e poi deviazione sulla D 951 per Sisteron.

A Chateau Arnoux sbagliamo strada, imboccando la N85 in direzione di Digne; ce ne accorgiamo ad una rotonda, subito dopo Maljniaje, dove svoltiamo a destra e percorriamo la D4 fino a reincontrare la strada giusta. Poco più avanti imbocchiamo sulla destra la D4100 in direzione di Forcalquier. Verso le 14.00, una decina di chilometri prima di questa località, ci fermiamo in un bel posto, dove c’è un campeggio con piscina, accanto ad un bel laghetto situato però in una conca senza vento con temperatura piuttosto elevata. Io sono esausto e a corto di carburante!

Una lunga sosta, dalle 14.00 alle 16.30, in questo campeggio sul laghetto, prima di Forcalquier, per mangiare una pizza e rimettersi in sesto.

Salita di circa 10 Km fino a Forcalquier. A seguire, una bella discesa e poi un su e giù, all’inizio non tanto pronunciato e poi più impegnativo, fino a Céreste, dove pernottiamo ancora in un gîte d’étape, comunale, pur sempre economico ma questa volta nuovissimo e confortevole.

2a Tappa - Embrun - Céreste

Sabato 8 agosto 2009

145 Km – 6h55’ – 20,9 Km/h

Ore 7.20, bella discesa fresca, nel bosco, fino ad Apt. Sono circa le 9.00 e arriviamo al bivio per la Strada Regionale 901 per Avignone, e qui ci salutiamo, quando manca poco più di una trentina di chilometri ad Avignone. La D 901 è una piacevole strada poco trafficata, in un paesaggio molto bello in mezzo alla campagna. L’aria è fresca e frizzante, c’è un bel sole e si pedala che è un piacere.

Attraverso Isle sur la Sorgue e fotografo un caffé tradizionale.

Alle 11.30 mi trovo davanti all’ufficio turistico di Avignone. Mi attende una lunga sosta turistica in questa città, dove passo la maggior parte del tempo davanti al Palazzo dei Papi.

Dopo Villeneuve les Avignon imbocco la D 980, strada un po’ ventosa ma per nulla trafficata. Fotografo i girasoli.

Rimasto completamente a secco, esco dalla nazionale e raggiungo Codolet, un grazioso villaggio, però deserto e senza fontane. Chiedo informazioni a una signora, così trovo una specie di parco con degli anziani che giocano a bocce. Mi procuro dell’acqua e proseguo il viaggio lungo una pista sopra un argine, che mi porta a Marcoule, dove c’è una centrale nucleare.

Dopo aver girato in lungo e in largo, trovo l’entrata, con centro visite. La centrale occupa una superficie molto vasta; l’ingresso è ampio e vi organizzano una breve visita sul Sole e sull’energia solare, ed una più consistente, della durata di un’ora, sull’energia nucleare. Purtroppo non ho abbastanza tempo, di conseguenza decido di muovermi verso Bagnols per cercare da dormire.

Mi rendo conto che, girando attorno alla centrale per trovare l’ingresso per i visitatori, ho perso un sacco di tempo. Mi ritrovo sulla strada che conduce a Saint Etienne des Sorts e a Pont St. Esprit. Ho viaggiato in leggera salita, sempre con vento contrario: la stanchezza comincia a farsi sentire. Faccio un po’ di fatica per trovare un posto per la notte; alla fine sono costretto a dormire nell’albergo più centrale, e probabilmente più caro! Il trattamento è buono, la cena nel ristorante vicino ottima, con cameriere carine e gentili; e poi, più tardi, nel portico dell’albergo, che dà sulla piazza, un eccellente concerto di un duo, lui chitarra e voce e lei voce solista, che mi fa passare una bella serata.

3a Tappa - Céreste - Pont St. Esprit
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